Un resoconto brevissimo, non troppo modesto e con un minimo di autoironia — se la si coglie

Giorgio Baruchello è Professore Ordinario di Filosofia presso l'Università di Akureyri in Islanda, nazione in cui vive dal 2003 e di cui è divenuto cittadino. Nato a Genova, ha studiato filosofia in Italia e in Islanda, e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca con una tesi intitolata "Understanding Cruelty: From Dante to Rorty" presso l'Università di Guelph in Canada. Ivi egli fu insignito nel 2003 con la medaglia intitolata a D.F. Forster in qualità di migliore secchione dell'ateneo in cui studiò uno degli eroi intellettuali di Baruchello, ossia l'economista, diplomatico e umorista John Kenneth Galbraith.
Il suo lavoro scientifico attraversa assiologia, filosofia sociale e politica, retorica, storia intellettuale, etica, pensiero critico, religione e filosofia dell'umorismo. In questi campi ritorna con insistenza una stessa domanda chiave: come crudeltà, follia, valori sociali e responsabilità personale modellino le istituzioni e la comprensione del Sé. Le sue opere letterarie non abbandonano la filosofia. Piuttosto, cambia il mezzo espressivo, fatto ora di satire feroci, frammenti fantastici, allegorie barocche, parodie compassionevoli e dialoghi comici tra marionette scapestrate. Si ride, ma al contempo si rifilette — o ci si prova.
P.S. Essendo uno studioso di cose junghiane, Baruchello sa bene che un blog è un'estensione della persona del suo creatore. Pertanto, il blog in questione è scritto in terza persona e ci si aspetta che le parole in esso usate ne prendano in giro l'autore (soprattutto in islandese).