Giorgio Baruchello
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Quesiti ricorrenti, ma percorsi diversi e, talvolta, divertenti

Il problema ricorrente

Umorismo e crudeltà

L'umorismo non è il contrario della serietà. Negli scritti di Giorgio Baruchello esso si rivela essere un modo per interrogare e comprendere fenomeni come la crudeltà, la superiorità altezzosa, la sessualità, i crimini grigi e burocratici della vita istituzionale, e tant'altro.

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Monellate contro il giovanilismo

Comicità matura

La letteratura può essere comica senza dovere per forza ridursi a essere infantile. Anzi, attraverso la comicità, si possono esplorare tematiche filosofiche molto cupe e, talora, decisamente drammatiche, se non diaboliche: ci si ricordi d'una certa "commedia" nota agli italiani.

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Intelligenza morale e moralismi sciocchi

Responsabilità e follia

La follia non è soltanto un difetto patologico d'intelligenza. Essa è spesso molto altro e, ahinoi, ben di più: un apparato istituzionale e, talvolta, un'etica personale e sociale conclamata e glorificata. La satira, però, come osservava l'abate de Santeul, "castigat ridendo mores".

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Strumenti fantastici

Frammenti, parodia, allegoria

Frammenti, parodie e allegorie possono fare un lavoro intellettuale che la prosa discorsiva non sempre riesce a compiere o, a volte, addirittura a cominciare. Tali strumenti fantastici permettono alla filosofia di continuare a scavare, ma scostandosi di lato: non è uno scherzo!

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