Note

Anteprima — Ardori di mezza età

Anteprima — Ardori di mezza età

Ardori di mezza età


Neppure l’austerità degli anni ‘70 del XX secolo aveva spinto così tante persone a prendere la bici o andare a piedi. Lo stesso Ludovico Petravitti non si ricordava quasi più di come si usasse esattamente la frizione della sua vecchia auto. Due suoi vicini di casa, i quali avevano dei parenti che vivevano in campagna, erano addirittura riusciti a procurarsi tre asini e, oltre a usarli loro stessi come bestie da soma, li affittavano a chi doveva fare dei viaggi fuori città. In un primo momento, si erano agitati e adirati quasi tutti. Certe consuetudini, d’altra parte, sono dure a morire; anche se l’uso della macchina, a cui si è così tanto abituati in questo mondo quanto in quello onirico di Ludovico, sta portando il Pianeta di chi sogna alla morte. Successivamente, in parte per pura simpatia e amore dell’amore, in parte perché certi massi sono troppo grossi e pesanti per essere spostati dagli urli e dalle lamentele, le acque si erano calmate, gli strepiti taciuti, i rossori paonazzi e rabbiosi sbiaditi e, bene o male, delle alternative intelligenti e accettabili ai più avevano infine fatto la loro comparsa. D’altronde, come si potevano odiare tutti quei benzinai che, da un giorno all’altro, avevano chiuso le loro pompe e, come neppure i trovatori duecenteschi, aperto i loro cuori a delle soavi beltà mai viste o solo immaginate, per cui andavano componendo versi, canzoni, poemi, o a causa delle quali si erano messi a coltivare rose e tulipani da donare loro?


Tratto da: Giorgio Baruchello & G. Roberto Buccola, Vita, malasorte e cenacoli di Ludovico Petravitti. Un romanzo da sogno (Palermo: Carlo Saladino Editore, 2026), p.207


Fotografia: Gas station attendants peer over their "out of gas" sign in Portland (NARA 555434), David Falconer/EPA, novembre 1973. National Archives at College Parks (numero di controllo NAIL: NWDNS-412-DA-12982), via Wikimedia Commons. No claim to US Government work.